Dalla Svezia nuove prospettive per l’educazione

formazione, news

Dal 7 al 10 giugno un gruppo di sedici professionisti del mondo dell’educazione provenienti da Cerignola (FG), Veneto e Trentino ha partecipato a un viaggio studio a Stoccolma, promosso dalla Cooperativa Bellesini. Un’esperienza nata con l’obiettivo di osservare da vicino uno dei sistemi educativi più riconosciuti a livello internazionale e creare un’occasione di confronto tra territori, esperienze e culture educative differenti.

Durante le visite ai servizi per l’infanzia abbiamo incontrato scuole molto diverse tra loro, accomunate da una forte coerenza educativa. Ci ha colpito il modo in cui gli ambienti vengono progettati per sostenere autonomia, benessere e relazioni: spazi essenziali, materiali naturali, piccoli gruppi, arredi a misura di bambino/a e un’attenzione costante alla qualità dell’esperienza quotidiana.

Uno dei temi più significativi è stato il rapporto con la natura. Abbiamo visto bambini e bambine raggiungere il bosco a piedi insieme alle educatrici, utilizzare semplici strumenti per lavorare il legno, osservare gli elementi naturali, trascorrere gran parte della giornata all’aperto e vivere l’ambiente come un autentico contesto di apprendimento. Il principio svedese “Non esiste cattivo tempo, ma solo cattivo abbigliamento” racconta bene una cultura educativa in cui l’outdoor education è parte integrante della quotidianità.

Molto forte è anche la fiducia nelle capacità dei bambini e delle bambine. L’adulto osserva, ascolta e accompagna senza sostituirsi, lasciando spazio all’esplorazione, alla scelta e anche al cosiddetto “rischio controllato”, considerato un’importante occasione di crescita. Questa visione si riflette anche nella progettazione degli spazi, nella scelta di ridurre gli stimoli superflui e nella valorizzazione del gioco come principale strumento di apprendimento.

Le visite hanno inoltre evidenziato l’importanza attribuita all’educazione emotiva, alla documentazione pedagogica, alla formazione continua del personale e all’alleanza con le famiglie, coinvolte come partner attivi del progetto educativo. In diversi servizi abbiamo osservato come il territorio, il bosco, la città e gli spazi pubblici diventino parte integrante dell’esperienza educativa, contribuendo a costruire un forte senso di appartenenza e cittadinanza.

Il valore più grande di questo viaggio è stato il confronto. Mettere in dialogo professionisti provenienti da diverse realtà educative con quella svedese ha permesso di rileggere criticamente le proprie pratiche, riconoscere punti di forza, interrogarsi sulle sfide quotidiane e tornare nei propri servizi con nuove idee, nuove domande e la consapevolezza che innovare non significa copiare un modello, ma lasciarsi ispirare per continuare a costruire un’educazione sempre più attenta ai bisogni dei bambini, delle bambine e delle loro famiglie.

Nell’ultima puntata del nostro podcast BOLINA STRETTA  Daria Santoni dialoga con Elisabeth Thorburn sul modello educativo svedese, dove natura, autonomia e fiducia diventano strumenti quotidiani di crescita. 

Attraversiamo il concetto di Friluftsliv, la filosofia nordica della “vita all’aria aperta”: non semplicemente stare fuori, ma abitare la natura come spazio educativo, emotivo e umano.

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